Nome attuale: Tempietto delle Bibite
Nome originale: Tempietto Pompeiano (1924-1938) e Fonte Littoria (1938-1943)
Città: Castrocaro Terme e Terre del Sole
Frazione: ambito urbano
Indirizzo: Viale Guglielmo Marconi, n.14/16
Anno di realizzazione: 1924
Progettista: “Focaccia&Melandri” (fabbrica di maioliche)
Committente: Aristide Conti
Stile architettonico: Eclettico modernista con evidenti richiami neoclassici e deco
Interno visitabile: sì
Note: edificio catalogato dalla Soprintendenza come bene culturale. Maioliche d’arte Focaccia&Melandri, si ispira al modello del tempio greco arcaico, capitelli rivestiti in ceramica, decorazioni metalliche tratte dalle decorazioni vasolari greche. Decorazioni pittoriche esterne ed interne.
A Castrocaro l’uso terapeutico di acque e fanghi vanta natali assai remoti. Il primo stabilimento termale aprì ufficialmente il 1 Giugno 1851, riadattando un edificio esistente secondo criteri igienici e tipologici ritenuti allora innovativi. Per assistere alla nascita del primo nucleo degli attuali stabilimenti fu necessario attendere il 1884.
Di questa prima fase, ma ampiamente revisionato in periodo successivo, resta ancora oggi in opera il Tempietto delle Acque, in seguito denominato Tempietto Pompeiano (1920-1938) poi detto Fonte Littoria (1938-1943). Precisamente la costruzione come la vediamo oggi, pur concepita da subito come “fonte” delle acque utilizzate per le cure idroponiche (somministrazione diretta), costituiva in origine il fronte di più articolata composizione. Comprendeva una vasca per l’accumulo d’acqua e fabbricati minori di servizio. La posizione, in cui tuttora è collocata, era raggiungibile da un percorso nel verde tracciato in asse con la via Nazionale e a forma di scalone per compensare la differenza di quota risultante fra il piano dei fabbricati maggiori, attestati lungo le vie Nazionale e Del Ponte, ed il livello di bordo lungo l’alveo del fiume Montone.
Il Tempietto, che veniva visitato più volte al giorno, era stato sistemato in una posizione centrale del parco come fondale di una larga prospettiva, immerso nel verde e reso punto di focalizzazione dell’incontro tra i curandi, senza disparità di classe e sesso. La costruzione in stile pompeiano è una delle opere uscite dalla fabbrica di maioliche d’arte Focaccia&Melandri, nata nel 1922 dal sodalizio fra l’industriale ravennate Umberto Focaccia e l’artista faentino Pietro Melandri (1885-1976):
L’opera venne realizzata con sembianze di tempio greco-romano, ispirandosi liberamente al modello del tempio greco arcaico distilo in antis: presenta un pronao, caratterizzato da una coppia di colonne in graniglia di cemento sormontate da capitelli in maiolica di ordine composito, e da due paraste angolari che presentano analoghi capitelli. Completavano l’involucro tanto la cornice del timpano quanto il coperto, entrambi rivestiti in materiali ceramici di colore e fattezze similari ai capitelli del fronte.
Oltrepassato l’ingresso, lungo la parete di fondo è in opera un pannello realizzato interamente in maioliche lustre, formato da un tappeto di tavelle dipinte con figure policrome e rifinito con tocchi d’oro, ornato con girali, uccelli, foglie e una piccola lucertola. Melandri, con la sua arte, contribuisce, all’iconografia del paesaggio termale. L’opera di Castrocaro è di grande efficacia, per quanto allo stato attuale ben poco comunichi dell’originale vestito di cui era stata dotata.
L’edificio appare mutato rispetto a come si presentava in origine ma la grande struttura continua ad emanare grande fascino e a ricordare le proprietà curative dell’acqua. Il Tempietto di Castrocaro non è l’unica grande opera dell’artista, ma è una delle più suggestive tra quelle realizzate in un percorso ricco di esperienze professionali, che nel caso in esame confluiscono in una (allora) squisita commistione di interessi, intenzioni e buone pratiche esecutive.