Municipio Castrocaro

Nome attuale: Municipio
Nome originale: Municipio

Città: Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)
Frazione: ambito urbano
Indirizzo: viale Guglielmo Marconi, n.81

Anno di realizzazione: 1934 – 1938
Progettista: ing. Annibale Pantoli e geom. Osiride Bortolotti per la ditta comm. Ettore Benini di Forlì. Progetto impianto di riscaldamento ing. Aldo Camerani
Committente: Comune di Castrocaro e Terra del Sole

Stile architettonico: Eclettismo littorio con cenni al Classicismo monumentale e al Razionalismo

Interno visitabile: sì

Elementi di rilievo: edificio catalogato dalla Soprintendenza come bene culturale; decorazioni marmoree e in ferro battuto;

Il rapporto tra la popolazione e il potere durante il Ventennio coinvolse in modo considerevole l’architettura pubblica. Il suo compito fu quello di rappresentare lo Stato sul territorio nel ruolo di garante e al contempo di intimidatore. La “modernizzazione” idealizzata dal fascismo incluse infatti un legame imprescindibile con i contenitori dell’indottrinamento, della cultura e dei rapporti amministrativi. Non furono ovvestranei a questo rinnovamento edilizio le scuole, le sedi assistenziali e i municipi.

A Castrocaro e Terra del Sole la costruzione del nuovo Municipio ebbe inizio nel 1934. La scelta del luogo di erezione aveva innescato vivaci contrasti di tipo campanilistico che sembravano non trovare una soluzione. Terra del Sole, che deteneva la sede da secoli, si oppose vivacemente alle richieste di Castrocaro che pretendeva di ottenere il nuovo “riconoscimento” dal regime. La risoluzione dell’aspra contesa viene attribuita a Mussolini in persona che, in accordo con il podestà Eden Venturi, indicò un’area equidistante tra i due centri che fra loro distavano poco più di un chilometro.

L’edificio progettato dall’Ing. Annibale Pantoli e dal Geom. Osiride Bortolotti sorge su un terreno sopraelevato posto a monte del tratto di strada statale che congiunge il centro di Castrocaro Terme con quello di Terra del Sole. Il fabbricato è a pianta rettangolare di metri 33 x 16,35 e presenta la facciata principale prospicente la strada. L’edifico è disposto su due piani oltre la cantina. Nella parte centrale sorge la torre Littoria alta metri 21, alla cui sommità è collocato un orologio ?????. Il piano terreno è occupato da un atrio centrale, cui si accede mediante una gradinata, prolungato da un ampio vestibolo su cui si innesta lo scalone monumentale a tenaglia che porta al piano superiore. In origine il pian terreno ospitava tra gli altri la sala matrimoni, ufficio Leva, ufficio del Giudice Conciliatore e dell’Ufficiale sanitario, mentre al primo piano erano collocati altri uffici tra cui il Gabinetto del podestà , la Ragioneria e l’Ufficio tecnico. La parte centrale del secondo piano è occupata da un’ampia sala riunioni di 12 x 8 metri con accesso al balcone che sovrasta il porticato decorativo della facciata.

La porta d’ingresso principale è suddivisa in quattro partite, realizzata in legno di quercia su telai di castagno, mentre tra l’atrio e il vestibolo si trova una grande porta a vetri di legno “douglas” fine con vetri semidoppi. Le decorazioni in ferro battuto e la scelta dei marmi e dei dettagli lignei dello scalone centrale furono anch’essi  progettati e disegnati dall’Ing. Pantoli e dal Geom. Bortolotti, mentre l’impianto di riscaldamento originario fu affidato alla ditta dell’Ing. Aldo Camerani di Forlì.

La costruzione della nuova sede fu l’occasione per sostituire tutto l’arredamento preesistente che il Podestà e l’Amministrazione giudicarono troppo consumato e con una varietà di stili non adeguata alle esigenze della nuova sede. Per queste spese fu aperto un apposito capitolo del bilancio e la fornitura fu affidata alla ditta “Al mare dei mobili” di Forlì, furono acquistate ampie scrivanie munite di cassetti, poltrone con sedili e schienali imbottiti in cuoio, sgabelli e poltrone da ricevimento ricoperte in stoffa stile novecento, scansie e librerie in più corpi anche arrotondati  e con ante a vetri smerigliati o a bugno di legno, nonché uno “scrivi in piedi” con porta registro attualmente conservato presso l’Archivio Storico.

La realizzazione dei lavori si concluse con collaudo nel 1938. I disegni originali dei progetti ed i documenti amministrativi relativi agli affidamenti, ai controlli e alla gara d’appalto insieme ad alcune fotografie dell’epoca, sono conservati e consultabili presso l’Archivio Storico Comunale.